sabato 1 ottobre 2011

Jesùs Quinones Ledesma omaggia Giusy...


  Jesùs Quinones Ledesma,  insigne  tenore  lirico drammatico, di stanza in Florida, ha studiato  canto lirico prima in Italia  e  poi in Turchia con  il mitico  baritono Apollo Granforte che  ne plasmò la potentissima voce facendolo diventare, a livello internazionale, uno fra i migliori tenori drammatici  del dopoguerra.
 

Attualmente insegna canto lirico e tecnica interpretativa nel  suo Paese e negli anni 1980, 1990 ha seguito con particolare attenzione sia in Italia  che all'estero la  nostra cara Giusy, che in uno  scritto in suo omaggio, definisce:
 

"Che GRANDE  artista  Giusy... E' stata una  delle più affascinanti soprani, le cui sublimi interpretazioni hanno fatto di lei una  cantante-attrice  speciale.
"Un Angelo  che ci ha lasciato un grande tesoro." 
 
                    e prosegue
 
 
 
Negli  anni 1980 e 1990 vi  sono state ottime  voci di soprano, grandi signore del palcoscenico, ma  di Giusy  c'è n'è  stata solo una,  soprattutto in Traviata.
 
Ho  avuto modo di sentire in teatro - anni fa -  le  sue  sublimi interpretazioni di Violetta  seguendone, passo per passo, ogni sua  nota e il  suo porgere il canto a fior di labbra.
In ogni frangente notavo  sfumatire e colori completamenti aderenti alla  sua sensibilità e  coglievo ogni espressione del  suo volto; ma nell' atto  finale dell'opera, quello  del  dolore e dell'abbandono  alla vita, superava  sè stessa;  qui  riusciva a rendere reale, palpabile in scena, il patetico  momento della morte. Una premonizione?... Non credo... Lei viveva e moriva con Violetta.
 
Chi  altra soprano  poteva - e  può'  tuttora -  emozionare e rendere il personaggio  di Violetta meglio  di lei, lei che è stata scelta  da  Dio per cantare in modo  così  angelico...
 
Io  spero che l'ispirazione spirituale di  Giusy dia a molti giovani cantanti di oggi, la capacità di provare ciò che lei seppe darci con la sua  umiltà, la sua  professionalità e la  la sua  straordinaria arte  canora e interpretrativa".
"Volevo ancora rimarcare che  nella  voce  di Giusy (mi  riferisco sempre  alle  sue interpretazioni  di Violetta) -  cosa  molto  strana -,  si sentiva una premonizione di fatalità, una sensazione di addio  alla vita,  quasi ad un  annunciare la sua  posteriore e triste morte... Era  certo viva ancora ma  questa  sensazione era in lei fortemente  sentita.
Cantava  col cuore, interpretava  con l'anima  e   trovava nel  suono della  sua voce una  forma melodrammatica di  avvicinamento  alla morte nella  stessa vita...
Dopo  la  Mitica  Callas non  ho  mai più ascoltato un'altra  Violetta  come la  sua;  era meravigliosamente molto  attaccata  e coinvolta nella interpretazione  di questo  non facile   ruolo che ogni  qualvolta l'ascoltavo  ho  vissuto momenti miracolosi.
Il  suo  spirito era con me".

 Jesùs Quinones Ledesma

a  lanfranco
 

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