martedì 25 ottobre 2011
Alri ricordi
Altra foto di Giusy con l'allora soprintendente del teatro nel post concerto lirico tenutosi il 1 Febbraio 1996 al Teatro Nazionale di Varsavia nell'ambito delle iniziative cultural-musicali programmate e volute dal governo polacco in occasione della tournèe del Teatro la Fenice di Venezia.
Una tourneè ed un'esperienza indimenticabile per la nostra artista che successivamente a tale concerto interpretò, nel medesimo teatro, il ruolo di Amina di Sonnambula di V. Bellini.
Si precisa che nel concerto del 1 Settembre 1996 con Giusy si esibirono diversi colleghi artisti di fama internazionale, quali Paolo Coni, Katia Ricciarelli, Marcelo Alvarez, Alberto Cupido, Luciana D'Intino, Francesco Ellero D'Artegna, Sylvie Valayre e Valdimir Vaneev, diretti dal Maestro Isaac Karabtchevsky. Giusy cantò da par suo "Ah, forse lui" e "Follie, follie"... dal primo atto della Traviata, riscuotendo un grande successo personale.
Lanfranco
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sabato 22 ottobre 2011
Giusy è Mimi'
Alcune brevi riflessioni
Giusy e Mimi' di Bohème di G. Puccini
Giusy nell'arco della sua breve ma sfolgorante carriera si avvicinò con estrema cautela, ma con la necessaria determinazione, al personaggio di Mimì della Bohème di G. Puccini che interpretò (debutto) nell'estate del 1994 allo Sferisterio di Macerata e, successivamente, al teatro Ventidio Basso di Ascoli Piceno, allo Staatsoper di Vienna ed infine - al termine del suo percorso artistico - al Campos Real di Oviedo (Spagna).
La sua viene considerata dal sottoscritto come una una Mimì affrontata e risolta sulla scena con uno stile personalissimo, colmo di nuances, di intimità e di delicatezza nel narrare le soavità e le nevrosi della malata d' etisia.
Una Mimì di grande lirismo idilliaco che vien fuori nell'interpretazione delle sue due arie principali (ma anche nei duetti con Rodolfo), dove riesce a trovare accenti, ripiegamenti e morbidezze di grande suadenza.
Credo che un attento ascolto della documentazione audio/video live amatoriale raccolta dal sottoscritto in questi ultimi anni, possa testimoniare quanto sopra espresso.
Lanfranco
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giovedì 20 ottobre 2011
Ricordi fotografici
Giusy in Traviata - secondo atto - Teatro comunale di Adria - duetto col baritono Licinio Montefusco
Foto premiazione concerto dei finalisti masterclass di canto lirico Giusy Devinu - 2001 - Teatro Auditorium comunale P.tta Dettori - Cagliari
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Regina a Caracalla
Scritto da: otto in Lirica, Musica, Società, Spettacoli, Teatro -
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Era una calda sera d’estate del 1991 e quella mattina, leggendo il quotidiano, ho scoperto che da lì a qualche giorno ci sarebbe stato un grande concerto romano alle Terme di Caracalla. Non un concerto come tanti, era un concerto lirico dove si sarebbero esibiti i 7 soprani più famosi al mondo: le 7 regine della lirica mondiale.
Dirigeva il maestro Carlo Franci che avevo avuto modo di conoscere a Cagliari in qualche opera e concerto dove cantavo anche io e che all’epoca era considerato uno dei più grandi e temuti direttori d’orchestra.
Ci pareva di essere tutti a Caracalla in mezzo al quel folto pubblico di platea.
Dopo l’esibizione di alcuni soprani ecco arrivare il turno di Giusy. Era bellissima in un abito da sera davvero originale con una bella acconciatura, lei che aveva avuto sempre il cruccio dei capelli ribelli.
Era emozionata, si, ma allo stesso determinata nell’ affrontare il numeroso pubblico della platea ma anche e soprattutto quello televisivo fatto di qualche milione in più di ascoltatori. Nell’ascoltarla e vederla faticavo a trattenere le lacrime dall’emozione e guardando i miei amici vedevo che non ero la sola.
Alla fine della romanza “E’ strano…Follie Follie”, dopo aver ascoltato col fiato sospeso il Mi bemolle sopracuto affrontato con grande sicurezza tecnica e tanto temuto da molti soprani, siamo esplosi in un applauso senza fine, spontaneo, proprio come se fossimo li’ sul posto, davanti a lei.
Davvero una grande emozione per tutti!
Qualche mese più tardi incontrai Giusy nell’atrio dell’auditorium del Conservatorio. Le andai incontro per salutarla, la abbracciai raccontandole della serata.
Intanto invito tutti ad aderire numerosi al gruppo che ho creato su Facebook “Un Parco per Giusy”
Alessandra Atzori
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Era una calda sera d’estate del 1991 e quella mattina, leggendo il quotidiano, ho scoperto che da lì a qualche giorno ci sarebbe stato un grande concerto romano alle Terme di Caracalla. Non un concerto come tanti, era un concerto lirico dove si sarebbero esibiti i 7 soprani più famosi al mondo: le 7 regine della lirica mondiale.La notizia però acquista maggior spessore quando leggo che fra quelle 7 regine ci sarebbe stata anche la mia/nostra compagna di studi Giusy Devinu e che il concerto sarebbe stato trasmesso in TV, in mondovisione.
Ho fatto un giro di telefonate per comunicare la notizia e per organizzare una vera e propria serata d’ascolto a casa mia, con tutti noi ex compagni del conservatorio. Eravamo in tanti quella sera. Molti seduti per terra perchè le sedie non bastavano.Dirigeva il maestro Carlo Franci che avevo avuto modo di conoscere a Cagliari in qualche opera e concerto dove cantavo anche io e che all’epoca era considerato uno dei più grandi e temuti direttori d’orchestra.
Ci pareva di essere tutti a Caracalla in mezzo al quel folto pubblico di platea.
Dopo l’esibizione di alcuni soprani ecco arrivare il turno di Giusy. Era bellissima in un abito da sera davvero originale con una bella acconciatura, lei che aveva avuto sempre il cruccio dei capelli ribelli.
Era emozionata, si, ma allo stesso determinata nell’ affrontare il numeroso pubblico della platea ma anche e soprattutto quello televisivo fatto di qualche milione in più di ascoltatori. Nell’ascoltarla e vederla faticavo a trattenere le lacrime dall’emozione e guardando i miei amici vedevo che non ero la sola.Alla fine della romanza “E’ strano…Follie Follie”, dopo aver ascoltato col fiato sospeso il Mi bemolle sopracuto affrontato con grande sicurezza tecnica e tanto temuto da molti soprani, siamo esplosi in un applauso senza fine, spontaneo, proprio come se fossimo li’ sul posto, davanti a lei.
Davvero una grande emozione per tutti!
Qualche mese più tardi incontrai Giusy nell’atrio dell’auditorium del Conservatorio. Le andai incontro per salutarla, la abbracciai raccontandole della serata.
Anche a lei luccicarono gli occhi al mio racconto. Non poteva credere che fra il pubblico di quella serata c’eravamo anche noi, riuniti davanti alla TV per lei.
Mi raccontò tanti particolari di quell’evento e fra questi anche la difficile scelta del brano della Traviata conteso con un altro soprano.
Questo è sicuramente uno dei ricordi più belli che ho della compianta Giusy Devinu, compagna di studi musicali, che ci ha lasciati troppo presto a soli 47 anni.
Ho faticato a scrivere questo ricordo più di tanti altri, ma sentivo che dovevo farlo perchè, nel promuovere l’idea di dedicare il Parco della Musica a Giusy, l’amministrazione cagliaritana possa capire la grandezza di questo personaggio .
Tanti artisti cagliaritani si stanno muovendo nella preparazione dell’evento ( siamo certi ci sarà), che vedrà la nomina del “Parco Devinu” da parte del sindaco e di tutta la giunta comunale.Intanto invito tutti ad aderire numerosi al gruppo che ho creato su Facebook “Un Parco per Giusy”
Alessandra Atzori
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venerdì 14 ottobre 2011
giovedì 13 ottobre 2011
Grace Fastel su Giusy
Oggi ho ricevuto il seguente scritto da una
ammiratrice ed estimatrice della nostra
Giusy, scritto il cui contenuto desidererei i
nostri signori politici comunali leggessero attentamente e
prendessero in seria e doverosa considerazione.
Sarebbe sufficiente un po' di buona volontà...
Sarebbe sufficiente un po' di buona volontà...
"UN TALENTO STRAORDINARIO GIUSY DEVINU. L' AMATA
CAGLIARI HA IL SACROSANTO DOVERE CIVILE E MORALE DI ONORARLA
INTITOLANDOLE CIO' CHE LEI PIU' DI OGNI ALTRO AL MONDO
RAPPRESENTA: UN DONO IRRIPETIBILE DELLA NATURA.
GIUSY CON LA SUA ARTE HA DATO TANTO ALLA SUA CITTA'; ORA
SPETTA A CAGLIARI: UN RICONOSCIMENTO D'AMORE".
Grace Fastel
a Lanfranco
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domenica 9 ottobre 2011
Il ricordo della collega Tiziana Fabbricini......
Tiziana Fabbricini, celebre soprano e soprattutto interprete di prim'ordine delle più mportanti eroine del melodramma, non ha voluto mancare alla mia richiesta di inviarci un suo pensiero sulla sua compianta e amata collega Giusy.Cari amici,
"Conobbi Giusy Devinu proprio all'inizio della mia carriera, al Teatro Petruzzelli di Bari, in occasione di una produzione di Traviata.
Mi accorsi subito di avere di fronte una BRAVISSIMA cantante e, cosa assai più rara, una GRANDE INTERPRETE.
Nel suo canto c'era tutto il suo CUORE dolce appassionato che sapeva COINVOLGERE il pubblico soavemente, dall'inizio alla fine dell'opera.
Ci incontrammo solo due o tre volte nell'arco degli anni (una alla Scala di Milano per prove e recite di Traviata, con la direzione del M° Riccardo Muti).
Giusy era una collega AMABILISSIMA, SINCERA, una persona ed un'artista STRAORDINARIA.
La notizia della sua prematura scomparsa fu un colpo al cuore e ancora oggi mi lascia senza parole...
Unisco il mio affettuoso ricordo a quello dei tanti che l'hanno amata (e continuano ad amare) e che non la dimenticheranno mai".
Tiziana Fabbricini
a Lanfranco e Annarita
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domenica 2 ottobre 2011
Maestro Maurizio Arena in memoria di Giusy...
Il celebre direttore d'orchestra, di chiara fama internazionale, M° Maurizio Arena, da me contattato, ha voluto esprimere alcune sue considerazioni sul magistero vocale e interpretativo della nostra Giusy, considerazioni che di seguito sintetizzo:"Per parlare delle doti canore, interpretative e anche attoriali dell'indimenticabile soprano cagliaritana Giusy Devinu, non sarebbero sufficienti due cartelle... Posso solo dire - senza ombra di dubbio -che Giusy è stata l'ancella suprema del bel canto degli anni 1980 e 1990.
Ho avuto il piacere di lavorare con lei in diverse occasioni (Sonnambula a Varsavia, Traviata a Napoli, L'Amico Fritz a Genova, etc); tutte le volte il suo nobile e vibrante canto e le sue eccellenti qualità tecniche e sceniche mi lasciavano il segno; era insomma capace di farmi emozionare, perchè le sue profonde immedesimazioni psicologiche nei personaggi di Amina, Violetta (sicuramente la miglior Violetta che il teatro lirico internazionale ha avuto in quegli anni) e Suzèl, sono state complete, viscerali e capaci di suscitare in tutti molta commozione.
Sempre puntuale alle prove, rispettosa delle direttive impartite da me e dai vari registi, cortese e disponibile con i colleghi, con la sua innata dolcezza riusciva a creare attorno a se un clima di sincera collaborazione... Insomma, lei, forse senza volerlo, era, con la sua semplicità, e con la sua umanità, ma anche con la sua determinazione, un punto di riferimento per tutti.
Esigeva disciplina e pretendeva serietà e professionalità (cosi' come deve essere in ambito teatrale) e soprattutto era sempre proiettata verso l'estrema perfezione della parola cantata, del fraseggio e dell'espressione musicale.
Giusy, è stata un'artista nata per la musica e per il bel canto, una cantante capace - come poche - a far vivere e a far palpitare il personaggio sulla scena...
E' stata, e rimarrà, un MITO.
Grazie Giusy".
M° Maurizio Arena
a lanfranco
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sabato 1 ottobre 2011
Jesùs Quinones Ledesma omaggia Giusy...
Jesùs Quinones Ledesma, insigne tenore lirico drammatico, di stanza in Florida, ha studiato canto lirico prima in Italia e poi in Turchia con il mitico baritono Apollo Granforte che ne plasmò la potentissima voce facendolo diventare, a livello internazionale, uno fra i migliori tenori drammatici del dopoguerra.
Attualmente insegna canto lirico e tecnica interpretativa nel suo Paese e negli anni 1980, 1990 ha seguito con particolare attenzione sia in Italia che all'estero la nostra cara Giusy, che in uno scritto in suo omaggio, definisce:
"Che GRANDE artista Giusy... E' stata una delle più affascinanti soprani, le cui sublimi interpretazioni hanno fatto di lei una cantante-attrice speciale.
"Un Angelo che ci ha lasciato un grande tesoro."
e prosegue
Negli anni 1980 e 1990 vi sono state ottime voci di soprano, grandi signore del palcoscenico, ma di Giusy c'è n'è stata solo una, soprattutto in Traviata.
Ho avuto modo di sentire in teatro - anni fa - le sue sublimi interpretazioni di Violetta seguendone, passo per passo, ogni sua nota e il suo porgere il canto a fior di labbra.
In ogni frangente notavo sfumatire e colori completamenti aderenti alla sua sensibilità e coglievo ogni espressione del suo volto; ma nell' atto finale dell'opera, quello del dolore e dell'abbandono alla vita, superava sè stessa; qui riusciva a rendere reale, palpabile in scena, il patetico momento della morte. Una premonizione?... Non credo... Lei viveva e moriva con Violetta.
Chi altra soprano poteva - e può' tuttora - emozionare e rendere il personaggio di Violetta meglio di lei, lei che è stata scelta da Dio per cantare in modo così angelico...
Io spero che l'ispirazione spirituale di Giusy dia a molti giovani cantanti di oggi, la capacità di provare ciò che lei seppe darci con la sua umiltà, la sua professionalità e la la sua straordinaria arte canora e interpretrativa".
"Volevo ancora rimarcare che nella voce di Giusy (mi riferisco sempre alle sue interpretazioni di Violetta) - cosa molto strana -, si sentiva una premonizione di fatalità, una sensazione di addio alla vita, quasi ad un annunciare la sua posteriore e triste morte... Era certo viva ancora ma questa sensazione era in lei fortemente sentita.
Cantava col cuore, interpretava con l'anima e trovava nel suono della sua voce una forma melodrammatica di avvicinamento alla morte nella stessa vita...
Dopo la Mitica Callas non ho mai più ascoltato un'altra Violetta come la sua; era meravigliosamente molto attaccata e coinvolta nella interpretazione di questo non facile ruolo che ogni qualvolta l'ascoltavo ho vissuto momenti miracolosi.
Il suo spirito era con me".
Jesùs Quinones Ledesma
a lanfranco
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Antonella Meridda su Giusy
La soprano Antonella Meridda, ozierese di nascita, da anni abitante di a Mestre (Venezia), corista del Teatro La Fenice di Venezia, ha avuto - come lei mi afferma -, l'onore di conoscere di persona la nostra artista e ammirarne l'arte canora ed interpretativa in occasione delle sue splendide performances in questo teatro (anni 1990) in diverse produzioni di Sonnambula, Rigoletto e Maria di Rohan.
Oggi, a distanza di diversi anni, ha desiderato ricordarla cosi:
"Ricordo in particolare la grandezza di Giusy in Sonnambula a Varsavia e posso dire davvero: IO C'ERO...; Giusy fu MAESTOSA, GRANDISSIMA, SPLENDIDA e il Maestro Maurizio Arena l'adorava per questo suo porgere così dolce e sentito. Giusy non buttava via niente e non lasciava nulla al caso perchè la sua sensibilità e professionalità erano grandi....
Ricordo che il Maestro Arena, dopo una prova (credo fosse la generale) la ringraziò pubblicamente dicendole:
"Grazie Giusy, questa sera lei ha pregato per noi"...
Fu una tournèè indimenticabile anche perchè fu proprio in quei giorni che il Teatro la Fenice bruciò"....
Fui partecipe della sua gioia e della sua felicità anche nelle sue successive emirabili esecuzioni in Rigoletto (1997) al Palafenice, quale vibrante Gilda con Leo Nucci e Pietro Ballo e in Maria di Rohan (1999) con la direzione del M° Gianluigi Gelmetti.
Ciao mia adorata Giusy".
Antonella Meridda
a Lanfranco
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domenica 25 settembre 2011
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